È rivoluzione nelle federazioni sportive nazionali

Con le elezioni per il rinnovo delle 45 cariche delle Federazioni sportive nazionali (l’ultima avvenuta nella giornata di ieri), sono ben 15 i presidenti saltati, il 36,6% del totale, un ricambio assoluto. Come dichiarato dal presidente del Coni, Giovanni Malagò “non esiste settore della vita sociale del paese ad aver subito un tale ricambio”.

Tra i diversi presidenti uscenti, i nomi che fanno più scalpore sono quelli di Romolo Rizzoli per la FIB (Federazione Italiana Bocce), rimpiazzato dopo 24 anni; Siro Zanella per lo squash, in carica dal 97’ e ritiratosi durante l’assemblea elettiva così come il collega della pallamano, Francesco Purromuto, presidente da 20 anni; Paolo Sesti a capo della Federazione motociclistica dal 96’; Riccardo Agabio rimasto in carica per 17 anni alla FIG (Federazione Ginnastica d’Italia) e infine con il taekwondo in lutto per la scomparsa dello storico presidente Sun Jae Park. L’unico veterano rimane Sabatino Aracu alla presidenza da 24 anni della FIHP (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio).

La notizia che però crea più risonanza è la mancanza, nonostante il clima di rivoluzione, di figure femminili al comando, una tendenza che continua a essere confermata negli anni. L’unico tentativo in questo turno elettorale è avvenuto da parte di Norma Gimondi, sfidante di Di Rocco al ciclismo, senza tuttavia successo. A sottolineare questa tendenza è sufficiente pensare che sono solo 57 le donne presenti nei consigli federali su un totale di 500 ruoli.

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