Vinile, una nicchia da un miliardo di dollari

Un miliardo di dollari, ecco quanto genererà nel 2017 la vendita di dischi in vinile; questo  secondo le Deloitte TMT predictions, predizioni sui trend e sulle innovazioni per il settore tecnologico, dei media e delle telecomunicazioni.

Le entrate del  mercato del vinile andranno a costituire circa il 15-18% fra tutte quelle derivanti dalla musica su supporto fisico, e circa il 6% di quelle “globali” (includendo i formati digitali).

Si tratta del “risveglio miracoloso” di un formato che sembrava ormai dimenticato? Non secondo Deloitte: i compratori di vinili risultano essere ancora una nicchia e probabilmente lo rimarranno. Secondo le previsioni, nel 2017 saranno  solo 20 i milioni di individui che  ne acquisteranno (poche unità e a costi elevati), mentre la grande maggioranza preferirà il download, lo streaming digitale ed i CD.

Se tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 il vinile rappresentava praticamente l’unica via per ascoltare musica registrata (dominando il mercato musicale andandone a costituire i tre quarti), al giorno d’oggi le ragioni che portano un individuo a scegliere questo formato,  solo in piccola parte riguardano l’ascolto; il disco in vinile rappresenta oggi , per molti, un oggetto nostalgico, da collezione, espressione di un’individualità  da contrapporre ad un mondo sempre più digitalizzato.

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