Less Is More

Meno è di più. Una filosofia ripresa dai ricercatori di IBM, che sono riusciti a magnetizzare un singolo atomo, immagazzinando in esso un bit di dati. Per far comprendere la portata di questo avanzamento tecnologico, l’azienda stessa propone un esempio: un hard drive solitamente utilizza 100mila atomi per ogni bit di dati, perciò da ora sarebbe teoricamente possibile immagazzinare l’intero catalogo di iTunes (35 milioni di canzoni) in un hard drive grande come una carta di credito.

“È una grande conquista, un punto di riferimento – spiega su Nature Sander Otte, fisico all’Università di Tecnologia Delft nei Paesi Bassi -: finalmente la stabilità magnetica è stata dimostrata innegabilmente in un singolo atomo”. Il fisico continua affermando che questo metodo permette ai ricercatori di leggere più bit di dati contemporaneamente, in modo quindi più pratico e meno invasivo rispetto alla tecnica del microscopio. Questa tecnologia emergente, spiega Otte, usa stati magnetici non solo per immagazzinare dati ma anche per spostare informazioni e permetterebbe lo sviluppo di sistemi d’energia molto più efficienti.

 

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Un pensiero riguardo “Less Is More

  • 3 aprile 2017 in 10:33
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    Tutto molto interessante! Brava Alice Galli

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