La vita ha un senso? Questione di punti di vista

Non ci si accontenta più di vivere, si vuole sapere il perché. Oggi la domanda esistenziale per eccellenza non viene posta in modo chiaro, ma è spesso evitata e nascosta, perché non esiste una risposta univoca e rassicurante. Lo dimostra uno studio condotto dagli studenti dell’Università di Milano Bicocca, da cui emerge che i giovani di oggi hanno visioni spesso confuse del senso della vita. Federico, 21 anni, appare subito spiazzato quando gli viene posta la domanda: risponde con un imbarazzato “Non lo so”, seguito da un vago “trovare la felicità”.

Hanno le idee più chiare, invece, i venticinquenni Sonia ed Alessio, i quali trovano il senso del vivere nel raggiungimento dei propri obiettivi personali, di qualsiasi natura siano. Che sia una consapevolezza raggiunta con l’età? Può darsi, ma è anche vero che gli adulti si dimostrano spesso più sfuggenti nella sentenza: alcuni, addirittura, si rifiutano di rispondere senza fornire i propri dati personali.

Quindi, che cosa si vive a fare? C’è chi si aggrappa agli ideali della religione o ai pensieri dei grandi filosofi per rispondere al quesito, ma non per tutti è così. I giovani di oggi, spesso, provano a dare una risposta personale, analizzando la domanda e cercando di trarne una soluzione. Ciò che emerge sono tanti punti di vista diversi, ma nessuno che può dire chi ha torto o ragione. E’ proprio questo, forse, il motivo per cui questa domanda cruciale fa tanta paura.

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