L’integrazione di bambini e ragazzi disabili nelle scuole italiane

Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, nell’anno scolastico 2015-2016 si è registrato un aumento del numero di alunni disabili. Per quanto riguarda le scuole primarie, le percentuali più alte riguardano Abruzzo e Sicilia con il 3,6% di alunni disabili. L’Abruzzo è al primo posto anche per le secondarie di primo grado, con il 4,8 per cento. Al contrario, in Basilicata si trovano i numeri più bassi: 2,3% nella scuola primaria e 2,7% in quella secondaria di primo grado. La problematica maggiormente diffusa sembra essere la disabilità intellettiva, che interessa il 42,5% e il 50,3% degli alunni disabili rispettivamente nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Nelle prime circa 1/5 degli alunni disabili non è in grado di svolgere in maniera autonoma attività quali mangiare, spostarsi e andare in bagno. Nelle secondarie di primo grado la percentuale di coloro che incontrano queste difficoltà si attesta al 14,8 per cento. Dati fondamentali, questi, da conoscere per poter promuovere un’integrazione ottimale di bambini e ragazzi con disabilità: per raggiungere questo scopo risulta essere necessaria la figura dell’insegnante di sostegno, che cura l’aspetto formativo dell’alunno pensando ad  un percorso costruito su misura. Secondo il MIUR il numero di insegnanti di sostegno sarebbe pari a 82mila, ben 3mila in più rispetto al precedente anno scolastico. Tuttavia gli esperti ritengono che per raggiungere un risultato che sia il migliore possibile per l’alunno, quest’ultimo debba essere affiancato da altre figure professionali che si occupino dell’aspetto culturale e sociale della sua vita. Oltre a ciò, per un corretto inserimento degli alunni con disabilità sono necessarie strutture a norma, che dispongano di scale, servizi igienici e accessibilità conformi alle norme vigenti. Malgrado tale necessità sia impellente, da questo punto di vista il nostro paese tende ancora ad arrancare.

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