Vitae essentia

Alla domanda “perché viviamo?” la risposta sembra non essere mai uguale. Lo conferma l’intervista fatta presso l’edificio U9 dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nella quale 6 studenti scelti casualmente hanno interpretato la domanda in modi differenti offrendoci una loro visione di vita tutta da scoprire.

Due si sono astenuti dal rispondere, perché ritenevano che la risposta che avrebbero dato oggi sarebbe stata diversa da quella ipotetica di ieri e di domani, dunque che essenzialmente non vi fosse per loro soluzione alcuna.

Diversamente da Riccardo, uno studente della facoltà di fisica, 20 anni, che sembra avere le idee ben chiare sul motivo per il quale noi esistiamo: “la vita è un obbligo sovrannaturale imposto dalla natura, che è pre-concettuale e non razionalizzabile”. E ancora: “ L’uomo si trova immerso in quel che noi chiamiamo mondo nel momento in cui nasce e non può che vivere, come per istinto naturale”.

Il ventunenne Matteo, anche lui studente di fisica, ritiene che noi esistiamo per un secondo fine, ma a noi sconosciuto. Dunque l’unica cosa che l’uomo deve porsi come obiettivo è lasciare il segno alle generazioni future. In che modo?, chiedo ancora. “Cercando di essere utili”, prontamente afferma.

Interessante è anche la visione “zen” di Lucrezia, che vive la sua vita di ventiduenne con la speranza di raggiungere in futuro l’equilibrio interiore attraverso l’auto realizzazione personale.

Vicina all’area spirituale si posiziona anche la futura chimica Cristina. Lei ritiene che la felicità, l’amore, la compassione, la gratitudine, la gratificazione, il rispetto e l’utilità siano le aspirazioni di vita che ogni individuo in quanto essere razionale dovrebbe porsi in una società come la nostra, in cui la fame di potere e il desiderio di prevalere sulle altre specie sembrerebbe prevalere istintivamente nell’uomo.

Ora mi rivolgo a voi lettori: come rispondereste a questa domanda?

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Un pensiero riguardo “Vitae essentia

  • 21 marzo 2017 in 12:44
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    Da piccolo, per desiderio dei genitori. Da adolescente, perché qualsiasi cosa che fai ti piace. Da uomo sposato, perché hai creato la tua famiglia e la devi portare avanti. Una volta crescuto, perché vuoi arrivare alla pensione. E dopo ti piace godere anche la tua vecchiaia.

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