Siria, la guerra dei bambini

Dopo sei anni di guerra in Siria risulta che le vittime che soffrono maggiormente sono i 6 milioni di bambini che vivono sotto assedio. Il 13 Marzo l’UNICEF ha presentato il dossier “Hitting Rock Bottom”, ovvero Toccando il fondo, secondo cui il 2016 è stato l’anno che ha visto le più atroci sofferenze: su 13,5 milioni di persone colpite dalla guerra, 5,8 milioni sono bambini. Almeno 652 bambini uccisi e 647 feriti, 851 usati come bambini soldato, 2.282 vittime di gravi violazioni, 6,8 milioni ridotti in povertà, 1,7 milioni senza l’accesso alla scuola. Nel 2016 sono morti più di 652 bambini, il 25% in più rispetto al 2015. Di questi, 255 sono stati uccisi all’interno o nei pressi di scuole, luoghi dove si pensava potessero essere al sicuro. Oltre 850 bambini, anche al di sotto dei 7 anni, sono stati reclutati come soldati, ottenendo ruoli sempre più attivi nei combattimenti e arrivando ad assumere ruoli come esecutori di pene capitali, attentati suicidi o guardie carcerarie. «Il livello della sofferenza è senza precedenti: milioni di bambini in Siria vivono sotto attacco ogni giorno, e le loro vite sono state stravolte» afferma Geert Cappelaere, Direttore UNICEF per Nord Africa e Medio Oriente, parlando da Homs (Siria). «Ogni bambino è segnato a vita, con devastanti conseguenze sulla salute, sul benessere e sul futuro». I bambini continuano a morire, in silenzio, per bombe, combattimenti o malattie. L’Unicef non può restare a guardare, sono stati stanziati fondi per aiutare le zone colpite; nel corso del mese di gennaio 3.852.196* bambini sono stati vaccinati contro la polio, 159.428 tra donne e bambini hanno beneficiato di assistenza medica e 305.000 della distribuzione di medicine, anche in zone sotto assedio e territori difficilmente raggiungibili. Gli abitanti iniziano a tornare ad Aleppo, anche se la città si presenta con rovine e desolazione. L’Unicef provvede all’acqua potabile e agli aiuti più concreti come cibo e vestiti, ma la questione rimane sempre spinosa e 25mila sono ancora i bambini malnutriti e in gravi condizioni. Nessuno può sognare una vita normale, i banchi di scuola sono solo un miraggio: 1,75 milioni sono i bambini che non possono avere accesso all’istruzione in Siria e nei Paesi limitrofi. Disperato l’appello del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, che cerca di far cessare i combattimenti per proteggere gli innocenti. I bambini non sono solo spettatori lasciati in disparte, entrano nel conflitto in punta di piedi, facendo attenzione a non fare rumore. Per loro non è un gioco, è la vita. Una vita che non dà certezze e nemmeno speranze, cercare di sopravvivere è la routine quotidiana. Parlano a voce bassa, ma vorrebbero gridare, per far sentire la loro voce. I Siriani non vogliono abbandonare la loro terra, il loro futuro, ma restando lì il futuro non è che utopia. È la guerra dei bambini perché sono parte del conflitto, senza armi e senza progetti. I bambini sono lì, sono ovunque e chiedono aiuto. Per una vita normale, per poter avere una famiglia, per non vivere ogni giorno con la paura che possa essere l’ultimo. Un bambino non dovrebbe avere paura, dovrebbe poter giocare in strada, andare a scuola e guardare il cielo senza timore di vedere cadere una bomba. I loro cuori battono per tornare a vivere, per vivere davvero senza più paura.

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