Sviluppata molecola che distrugge le cellule “anziane”

Crescendo, alcune cellule del nostro corpo si preparano all’invecchiamento già da molto prima della terza età: contribuiranno eventualmente a malattie cardiovascolari, artrite e diabete.
Attraverso la sperimentazione sui topi, i ricercatori del centro medico dell’Università di Rotterdam hanno sviluppato una molecola composta che attacca selettivamente le “cellule senescenti” (cellule fragili, già avviate alla vecchiaia) riuscendo a distruggerle. Lo studio è stato pubblicato su Science.

La molecola, ideata in particolare dal biologo cellulare Peter De Keizer e dal suo team,  ha i suoi limiti: l’apparato digerente la distrugge, pertanto può essere assunta solo tramite iniezione o inalazione. Inoltre, le cellule senescenti provvedono all’abilità del corpo di rimarginare le ferite e attaccarle potrebbe risultare svantaggioso per l’organismo.

Tuttavia, gli esperimenti condotti in laboratorio sui topi sia geneticamente modificati che naturalmente invecchiati, promettono bene: già in passato erano riusciti ad isolare soltanto le cellule senescenti negli organismi, permettendo loro di vivere più a lungo. Ora, ricevendo la molecola, densità del pelo e condizioni dei reni migliorano notevolmente, incrementando la voglia dell’animale di esplorare l’ambiente circostante e il tempo che è in grado di passare correndo sulla ruota.
Al momento, De Keizer e il suo team di collaboratori dichiarano che non hanno intenzione di testare la molecola sugli esseri umani; sono in corso delle ricerche, però, per cercare di stabilire se il composto possa attaccare anche le cellule tumorali (che condividono alcune caratteristiche con le cellule senescenti). Nel caso in cui il composto dovesse continuare a confermarsi sicuro, potrebbe essere presa in considerazione l’idea di usarlo per combattere le malattie legate alla senilità, fino a rallentare l’invecchiamento stesso.

Fonte: DOI: 10.1126/science.aal0952

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