Così Giulia costruirà il suo futuro

Giulia è una mia grande amica, ha un anno in più di me ed è anche lei studentessa, ma sebbene possiamo sembrare simili perché della stessa generazione e con la stessa attuale occupazione, siamo molto diverse sotto tanti aspetti, ognuna con le proprie passioni, obiettivi,  certezze, dubbi. Ho pensato perciò di intervistarla ponendo l’accento su come vede la propria vita adesso e come vorrebbe vederla nel futuro, interrogandola sulla propria visione della società odierna, per mostrare come la verità individuale delle persone sia estremamente peculiare e unica, perché secondo me nessuno è classificabile, ognuno è un mondo a sé.

“Come descriveresti la tua vita attuale con due aggettivi?” “Partirei dall’aggettivo disorientata, anche se disorientata sono io, mentre la mia vita sembra seguire un suo personale filo logico a me sconosciuto che nel futuro vorrei arrivare a comprendere. Come secondo aggettivo ti direi stancante, questo perché, non avendo ancora capito bene cosa voglio dalla vita e cosa mi piace, faccio e ho fatto, ad esempio, vari lavori, che però non mi gratificano a pieno e mi stancano mentalmente e fisicamente, credo appunto per il fatto che non sono cose che mi appassionano realmente, li vedo solo come semplici lavori. Questo discorso lo posso applicare anche ai miei studi, non sono del tutto convinta della mia scelta, o meglio, ciò che studio non mi soddisfa così tanto da ripagare ogni mio sforzo e questo mi stanca mentalmente perché mi interrogo sempre sulla strada che vorrei davvero intraprendere dopo gli studi.”

“Pensi che in questo momento sia facile in Italia per un giovane costruirsi il futuro che vuole?” “Penso di sì, o almeno dipende. Sì, se sai fare qualcosa, se sei già formato per un lavoro dopo la scuola che hai frequentato (ovvero istituto tecnico o ancora meglio professionale), questo perché penso che attualmente si investa poco sui giovani da formare sul posto di lavoro, pochi “capi” sono disposti ad insegnare un lavoro da zero ad un ragazzo volenteroso di imparare. Si cercano sempre più esclusivamente persone già formate, senza investire su chi magari invece avrebbe anche più potenzialità, ma ancora da sviluppare”

“Come vorresti invece poter descrivere la tua vita arrivata all’età di 35 anni?” “Soddisfacente, vorrei poter vivere di un lavoro che mi piace e che non mi stressi, trovando quindi una serenità che ora non posso dire di avere. Inoltre vorrei avere una famiglia, perché penso che a quell’età si abbia il forte desiderio di creare un nucleo familiare proprio, non essendo più una figlia ma una madre. Vorrei una vita che fosse orientata, con scopi precisi, una vita che abbia una direzione che conosco totalmente e che mi renda felice e realizzata.”

“Come pensi di poter raggiungere questi obiettivi? Come intendi lavorare su te stessa per cambiare ciò che non ti piace di te e della tua vita?” “Ascoltandomi di più, cercando di capire cosa davvero mi va di fare e ciò che invece sento come una costrizione, come un qualcosa che mi ingabbia. Vorrei essere più determinata magari facendo scelte più egoistiche e rischiose ma che, personalmente, mi appagano di più, come ad esempio viaggiare di più vedendo così la vita da altre prospettive, perché penso che senza osare non si possa arrivare a conoscere sé stessi e ciò che si desidera realmente.”

Così Giulia costruirà il suo futuro, proprio come ognuno di noi, investendo tempo, sbagli, frustrazioni, gioie, rimpianti, soddisfazioni e forza interiore. E poi quel che sarà, sarà.

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