Digital Minds

La tecnologia digitale è entrata in modo prepotente a far parte delle nostre vite e a dimostrarlo è l’enorme quantità di tempo trascorso dagli utenti con i nuovi strumenti tecnologici, in particolare con gli smartphone. La ricerca pubblicata su Science News si pone come obiettivo quello di capire se proprio gli smartphone stanno rivoluzionando il nostro modo di pensare, creando le cosiddette “Digital Minds”. I ricercatori hanno osservato come l’interazione costante con questi dispositivi, cambi il nostro modo di ricordare, il modo di orientarci e il nostro stato d’animo.

Circa il 90% degli americani si stima utilizzi un dispositivo tecnologico nell’ora prima di coricarsi e circa la metà del campione di ricerca degli studenti universitari USA controlla almeno una volta il proprio telefono durante la notte. Nel giro di un decennio, gli smartphone hanno saturato il mercato, consentendo l’accesso rapido a internet a circa 2 miliardi di persone in tutto il mondo. Uno studio della California University, grazie alla creazione di un’ app, dimostra come su 104 studenti, più della metà controlli il telefono oltre le 60 volte al giorno con una durata di tre/quattro minuti per sessione, con un totale di 220 minuti al giorno. Questi dati fanno capire come durante la giornata vi sia una continua interruzione dell’attività e secondo i ricercatori ne conseguirebbe un cambiamento nella strategia di pensiero e del comportamento quotidiano; alla lunga un tale atteggiamento di distrazione digitale sembrerebbe causare problemi alla memoria a breve e lungo termine. Un esperimento ha evidenziato come le persone abituate ad utilizzare internet per cercare delle risposte, messe di fronte ad una domanda di cui conoscono la risposta utilizzino ugualmente internet; una serie di esperimenti pubblicati sulla rivista “Science” dimostra che avere facile accesso ad internet sostituisca gli sforzi mnemonici. Conseguenze della tecnologia si evidenziano anche nella navigazione, in particolar modo durante la guida grazie ai dispositivi dotati di GPS: le nostre capacità di orientamento e pianificazione di spostamenti può essere a rischio dato che in questo modo non abbiamo più bisogno di conoscere una mappa mentale del territorio in quanto ci viene fornita direttamente la destinazione; è dimostrato che chi non utilizza strumenti GPS acquisisce maggior conoscenza.

La questione se la tecnologia sia dannosa o meno per le persone, nonostante non vi sia una risposta certa, trova degli spunti in un sondaggio svolto su 120.000 britannici di 15 anni, dove si è cercato di capire la correlazione tra utilizzo di supporti digitali e soddisfazione di vita e felicità: ne è emerso che fino ad un certo lasso di tempo di utilizzo, la tecnologia porti benessere, superando questo determinato limite, diverso per ogni dispositivo, vi sia un intaccamento dell’umore. In definitiva non è possibile definire con certezza quanto il mondo digitale sia in grado di plasmare il nostro cervello ma è certo che la continua evoluzione della tecnologia comporti anche un continuo adattamento dei nostri cervelli.

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