La poesia del cocktail

Mattia Coppo, 32 anni residente a Padova, dedica gran parte della sua vita agli studi letterari, spinto dalla passione per la poesia e la letteratura italiana e straniera, frequentando il corso magistrale di Lettere Moderne dell’Università di Padova, dove si laurea con il massimo dei voti. Nonostante decida di proseguire questo percorso con una tesi di dottorato e con apparizioni in cattedre italiane e non, si rivela molto presto in lui un’altra passione che lo porterà a cambiare completamente direzione nella sua vita: quella per i cocktail e i drinks, che lo spingono già giovanissimo a New York, per frequentare il corso per bartenders alla New York Bartending School e succesivamente a spostarsi a Miami dove lavora al Cafè Milano a South Beach.

Non ancora pienamente soddisfatto dell’esperienza acquisita si sposta a Londra quasi un anno, dove tiene qualche convention universitaria, perfeziona la lingua inglese e lavora allo Slug and Lettuce bar. Torna in Italia e la sua vita prende subito la piega desiderata. Inizia a lavorare subito presso il caffè Diemme prima come dipendente in prato della valle a Padova, poi come direttore del Gran Cafè in Piazza dei Signori e successivamente come head bartender nei più importanti bar della città.

La sua fama di barista si afferma, ma la sua curiosità e volontà di continuare ad imparare non si esaurisce mai. Inizia infatti a frequentare un altro corso da bartender, questa volta  tenuto da Stanislav Vadrna, uno dei maggiori esperti di miscelazione giapponese e a informarsi personalmente su tutti i prodotti utilizzati nella sua concezione del drink, andando direttamente dal produttore e visitando la filiera produttiva portando alla luce nuove chicche di mercato, spesso prodotte nelle aree limitrofe, come per esempio il marchio Luxardo, da lui introdotto nel mondo dello spritz padovano.

“Non ho cambiato vita, l’ho solo completata e amalgamata – dice Coppo, rispondendo alla domanda su come abbia deciso di dare una svolta alla sua vita – ho cercato di unire ciò che piace alla mente e agli occhi con ciò che piace al palato, cercando di mettere la poesia che è un mio grande amore all’interno del cocktail e cercare, attraverso questo, di narrare una storia o un’emozione.”

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Positive SSL