La rilevanza degli errori di copiatura del DNA nell’insorgenza del cancro

Due terzi delle mutazioni del cancro sono dovute non a fattori ambientali nè tantomeno a quelli genetici, bensì ad errori di copiatura del DNA. Questi i dati che emergono dalla pubblicazione di Cristian Tomasetti, Ph.D, professore associato di biostatistica al Johns Hopkins Kimmel Cancer Center e la Johns Hopkins Bloomerg School of Public Health pubblicata il 24 Marzo su “Science”. Questi fattori si conoscevano già, ma vengono prevalentemente sottovalutati perché erroneamente ritenuti statisticamente meno significativi di quelli ambientali, come il fumo. Questo non vuol dire che la scelta di uno stile di vita sano non sia fondamentale per la prevenzione del cancro: sappiamo infatti che il 40% dei cancri indicativamente può essere evitato se si vive in maniera salutare. Ma questo studio sembra confermare che si sia data finora insufficiente attenzione alle strategie di diagnosi precoce e che questo genere di cancri insorga indipendentemente dall’ambiente ottimale in cui si vive. Per comprendere quale quantità di mutazioni nel cancro sia dovuta ad errori nella copiatura del DNA, se ne sono studiate 32 tipologie diverse e si è sviluppato un nuovo modello matematico usando i dati delle sequenze di DNA attinti da “The Cancer Genome Atlas” e dai dati epidemiologici del database del Regno Unito sulla ricerca del Cancro. Sappiamo che sono necessarie due o più mutazioni del DNA per l’insorgenza di un cancro e che queste possono essere causate da fattori genetici, ambientali oppure da casuali errori nella copiatura del DNA. Nel cancro della prostata, del cervello o delle ossa, la percentuale causata da questi ultimi è del 95% e, sommando i dati di tutte le altre tipologie, si sa ora che il 66% delle mutazioni del cancro è dovuto ad errori di copiatura del DNA. Per spiegare come funzionano questi errori, gli scienziati ricorrono alla metafora degli errori di battitura in un libro da 20 volumi: essi possono essere provocati dal fatto che si è stanchi quando si scrive, che rappresenta l’esposizione a fattori ambientali, ad un tasto rotto o bloccato sulla tastiera, che rappresenta le predisposizioni genetiche; oppure, infine, sono dovuti ad altri errori tipografici casuali, che rappresentano gli errori nella copiatura del DNA. “Puoi ridurre il rischio di errori tipografici assicurandoti di non essere stanco mentre scrivi oppure controllando che la tua tastiera abbia tutti i tasti a posto” dice Vogelstein, collega di Tomasetti e co-autore dello studio “Ma gli errori di battitura continueranno a comparire perché nessuno può scrivere senza compiere errori. Allo stesso modo, le mutazioni compaiono indipendentemente dall’ambiente in cui si vive, anche se puoi comunque limitare queste mutazioni evitando l’esposizione a sostanze nocive e adottando uno stile di vita sano.” Tomasetti spiega che questi errori randomici nella copiatura del DNA diventano importanti solo man mano che la società invecchia, poichè questo fenomeno permette alle nostre cellule di avere più possibilità di incappare nei sopraccitati problemi, Vogelstein inoltre aggiunge che questi nuovi dati dovrebbero permettere alle persone che si sono ammalate di cancro nonostante nella vita abbiano sempre evitato fattori di rischio conosciuti, di sentirsi confortate per lo meno dal poter dire “Non è colpa mia” e “Niente di quello che ho fatto o non ho fatto ha causato la mia malattia”.

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