Pensa meno, vivi meglio

I lampi di genio sembrerebbero essere più proficui di una riflessione attenta e approfondita. Questo è quello che è emerso da uno studio condotto dalla Northwestern University a cura della ricercatrice bergamasca Carola Salvi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Thinking & Reasoning, invita a fidarsi dei propri “momenti aha!”. Dicendo ciò, Salvi fa riferimento alla cosiddetta esperienza “Aha-Erlebnis”, espressione tedesca utilizzata per indicare quell’instante in cui nella mente di una persona compare quasi improvvisamente e dal nulla una soluzione ad un determinato problema. In altre parole: pensare di meno non solo è meno costoso a livello cognitivo, ma conviene addirittura. I partecipanti  allo studio sono stati sottoposti ad una serie di rompicapo di diverso tipo: visivi, linguistici o un insieme delle due modalità. In 15 secondi dovevano fornire una risposta e dichiarare poi se per ottenerla avevano ragionato in maniera analitica e approfondita oppure se la risposta era arrivata alla loro mente all’improvviso. I risultati hanno mostrato che con i “puzzles” linguistici il 94% delle risposte classificate come insight (dall’inglese “intuizione”) erano corrette, contro il 78% delle soluzioni analitiche. Stesso responso con i compiti visivi: 78% vs 42 per cento. D’altronde, secondo i ricercatori “quando una persona ha un autentico e improvviso insight, la sua idea deve essere presa sul serio”. Infatti “potrebbe non essere sempre corretta, ma può avere una maggiore probabilità di esserlo rispetto ad un’idea elaborata in maniera metodica”. Quindi, se per i problemi di tipo logico-matematico il pensiero analitico è senz’altro la via migliore, per tutti quelli per la cui soluzione non esistono regole definite, quella lampadina che si accende in maniera inconscia e automatica sembrerebbe essere la chiave di volta. Del resto “la storia delle grandi scoperte è ricca di insight di successo”, basti pensare a Newton e alla sua mela.

 

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