Se scorre un fiume dentro ad ogni cuore arriveremo al mare prima o poi

Yuri, 25 anni, Milano. Un vulcano di energia che ha trovato nello sport il modo per mantenere la mente libera nonostante l’impegno universitario. Studente di medicina prossimo alla laurea e istruttore di tennis per passione, la sua è una facoltà difficile ma “Vedere le espressioni dei pazienti e la loro gratitudine è estremamente appagante. Sapere di aver migliorato la vita di qualcuno e di avere gli strumenti per farlo continuamente è stupendo”, queste sono le motivazioni che lo spingono a tenere duro in questo percorso, ormai quasi giunto alla conclusione.

Oggi si dice soddisfatto della propria vita  ma sempre con un occhio verso il futuro: “Tutto sommato, nonostante le difficoltà, sono riuscito a trovare una buona quadratura e spero tutto vada per il meglio. Devo dire che la mia vita mi piace ma si può sempre migliorare: tendo ad avere aspettative piuttosto alte”, mi confessa.

Sarebbe falso dire che non ci siano state difficoltà in questo percorso, soprattutto dopo tanti anni di studio, quando “le forze mentali iniziano a vacillare”.  Il suo segreto? “Il focus sulla meta e l’idea che ogni caduta non sia utile se non viene seguita da una ripartenza. Gli sforzi verranno sempre ripagati se si ha una precisa meta in mente.”

Provando a entrare nel profondo “Il bambino che ero sarebbe molto orgoglioso di vedere fino a dove mi sono spinto: sto mantenendo le promesse fatte e sto inseguendo i miei sogni. L’uomo che voglio diventare mi spinge a concentrarmi al massimo per ottenere ciò che voglio, visto che la vita che mi si prospetta è meravigliosa.”

Tutto questo, sempre con una vena di spensieratezza come dice lui: “coltiverò sempre le mie passioni ovvero lo sport, la cucina e i viaggi nonostante tutte le sfide che la vita mi proporrà.”

Un po’ di sano gossip non guasta mai, in tutto questo labirinto di impegni rimane tempo per l’amore? “Il tempo per l’amore lo si trova sempre, un episodio sfortunato della mia vita mi ha portato a conoscere l’amore, una sorta di Serie di (s)fortunati eventi  insomma. Un’operazione al ginocchio mi ha portato fino a quella che credo sia la donna giusta. A questo punto, come direbbe Jovanotti: Non ti dirò come finisce la storia anche perché non è finita mai, se scorre un fiume dentro ad ogni cuore arriveremo al mare prima o poi.”

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