Wanderlust, l’irresistibile desiderio di partire…

Ha 26 anni, tanta voglia di viaggiare e di scoprire il mondo… Un ragazzo alternativo, lo definirei.
“Colui che vuole viaggiare felice deve viaggiare leggero” scrive sul suo profilo Instagram poco utilizzato.
Non è uno che ama i social, preferisce leggere un buon libro quando ha tempo e ora ne ha in abbondanza: è il 9 febbraio e sta per partire per un mese, destinazione Colombia!
“Come va la vacanza?” gli chiedo mentre è via.
“Vacanza? Qua è piú dura che stare a casa. Dormo male, sono denutrito e non mi lavo – scherza – ma sto facendo delle esperienze che mai mi sarei aspettato!”
“Ma smettila va che ti stai facendo un bel viaggio spirituale, racconta dai”.
“Come faccio a descriverle per messaggio?! Mi sposto di città in città, di ostello in ostello, dormo in camerate da 8-10 persone, ogni volta è un’occasione per conoscere un viaggiatore che chissà da dove viene. Mangio per strada assieme ai colombiani e qui è tutto dannatamente autentico.”

Con un po’ di invidia penso a quanto lo possa arricchire questa esperienza che sicuramente non potrà mai raccontare a fondo malgrado il suo vocabolario ricco. Continuo con le domande ma mi liquida dicendo che si sta preparando per un viaggio tra giungla e montagna.

I particolari sono d’obbligo e per questo organizzo un incontro al suo ritorno.
“Ma cosa ti è venuto in mente, partire un mese da solo?”
“Ho passato piú di un anno a lavorare senza sosta, non ritagliandomi spazi per me stesso, allora ho deciso di fermarmi per un po’, di prendere una pausa dalla solita routine, facendo quello che ho sempre sognato. Questo viaggio mi ha regalato emozioni che potrebbero bastarmi per tutta la vita, ovviamente appena avrò tempo ripartirò.”
“Posso solo immaginare…però non metterla giú piú di tanto, sembra quasi che la tua vita qui non ti piaccia!”
“Non è un fatto di piacere e o non piacere, è un fatto di diversità?”
“Diversità?”
“Si, diversità. Qua le persone sono tutte uguali, si ammazzano di lavoro, la maggior parte di pochi contenuti e dopo un po’ tutto questo inizia a starmi stretto, per questo ho deciso di partire. So che la mia vita è qui ma perché escludere altre possibilità senza conoscere ciò che ci circonda? Viaggiando ho conosciuto persone e culture diverse. Mangiavo e compravo vestiti con pochi soldi, giravo per le strade con una tranquillità che qui neanche la notte.”

La verità e la voglia di viaggiare che mi stava lasciando questa conversazione aumentava all’aggiunta di ogni frase.
“Ho viaggiato per 28 giorni, visitato 8 città, condiviso la stanza con tedeschi e svizzeri, cucinato per olandesi e australiani, entusiasmato con spagnoli e americano, persino infastidito da francesi. Ho osservato divertito i giapponesi ubriacarsi, ho scalato montagne e aspettato il tramonto con cileni e brasiliani. Pensa ho anche bevuto, cantato e ballato con argentini e colombiani. Senza tutte queste persone diverse di sicuro la mia ‘vacanza’ non sarebbe stata la stessa!”

E se questo racconto è solo una minima parte di ciò che un viaggio può regalarci, direi che è ora di iniziare a programmare la nostra vita.

 

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