Trump e Corea: la Cina che fa?

Il 6 e il 7 aprile il presidente americano Trump incontrerà Xi Jinping, il presidente cinese, per un summit. Il punto principale dell’incontro sarà il commercio tra le nazioni, di fatti il deficit commerciale con la Cina ammonterebbe a 347 miliardi su 500 miliardi di dollari, come riporta La Repubblica. Con l’occasione, però, si parlerà di un’altra questione spinosa: la minaccia dei test missilistici e nucleari che violano le sanzioni imposte dall’Onu, come scritto da La Stampa, svolti dal regime nordcoreano di Kim Jong.
In un’intervista rilasciata per il Financial Times il presidente americano dichiara “La Cina ha una grande influenza sulla Corea del Nord e può decidere se aiutarci o meno: se lo farà, sarà un bene per la Cina. Altrimenti non sarà un bene per nessuno”. Sorgono interpretazioni diverse per questa affermazione, ma a una richiesta di chiarimenti il presidente risponde “Non posso spiegarvelo. Ma posso assicurarvi che se la Cina non risolverà la questione della Corea del Nord lo faremo noi” Trump avrebbe, infatti, ordinato una revisione delle opzioni a disposizione per il contenimento della Corea del Nord.
Il Corriere della sera fa notare l’insofferenza crescente della Cina nei confronti di Kim Jong e delle sue scelte, da sempre alleata con il regime, però non avrebbe ancora preso decisioni che potrebbero interferire con il loro delicato equilibrio. Il quotidiano riporta una dichiarazione di K.T. McFarland in cui attesta la possibilità che la Corea del Nord sia in grado di colpire gli USA con armi nucleari, entro 4 anni.
Che con Trump il tempo dell’attesa venga sostituito con il tempo dell’azione offensiva?

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