La guerra alle Fake News: Google e Facebook scendono in campo

La diffusione di notizie false attraverso il web è un problema che sta affiggendo sempre di più la vita delle persone. L’attenzione su questa tematica è stata amplificata soprattutto a seguito delle ultime elezioni presidenziali americane, durante le quali ci si è lamentati di questa piaga in egual modo da entrambe le parti.

Non è una sorpresa dunque la notizia che Facebook e Google, i due principali portali di informazione al mondo, abbiano comunicato nei mesi scorsi di essere a lavoro su delle soluzioni per tentare di arginare il problema.

Adam Mosseri, VP di News Feed Facebook, ha spiegato, in un articolo del 6 Aprile, il loro obiettivo di limitare la diffusione di fake news, ritenute dannose per l’intera comunità, annunciando la partnership con un’agenzia terza, la “First Draft”, con la quale collaborerà per l’analisi delle notizie condivise sul portale. L’obiettivo finale è quello di etichettare le notizie come vere o false, in attesa dell’attivazione del servizio definitivo, per alcuni giorni sarà visibile nelle bacheche degli utenti di 14 paesi una “guida” per individuare le notizie false.

Non si è fatta attendere la risposta di Google a riguardo, il quale ha annunciato il giorno seguente la propria strategia. Utilizzerà anche lei un’agenzia specializzata esterna, la “Jigsaw”, che si occuperà di analizzare per lei le notizie condivise sul portale ed eventualmente etichettarle direttamente come vere o false.

L’impegno per contrastare questo fenomeno è certamente apprezzabile, tuttavia in molti hanno sollevato diversi interrogativi riguardo queste scelte. Infatti per quanto queste iniziative partano da un presupposto nobile, queste sono essenzialmente iniziative di censura. Inoltre il fatto che soggetti importanti come Google e Facebook abbiano delegato queste attività a terze parti, apre la strada a nuove opportunità di business per molti. Pertanto la paura che queste attività possano peggiorare ulteriormente questo aspetto c’è. Chi controllerà i “controllori”? Quale sarà il loro obiettivo primario, il guadagno o la bontà del servizio? Ci si potrà opporre a un giudizio negativo? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che personaggi più o meno autorevoli si sono posti a riguardo.

Nel frattempo però ci limitiamo ad attendere i risultati di queste iniziative. La “prova di fuoco” ci sarà durante le elezioni francesi, infatti queste strategie verranno applicate intensivamente durante questo periodo per evitare che si verifichino le medesime dinamiche viste durante le elezioni americane. Il tempo ci darà dunque una risposta.

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