Vinitaly in the City, un’altra eccellenza made in Italy

Passeggiando per le strade di Verona domenica 9 aprile si è potuto subito notare un gran fermento tra le vie della città. Dalla stazione di Porta Nuova una folla di persone, in maggioranza uomini, si sono mossi verso il centro, ma soprattutto verso la zona Fiera per partecipare ai numerosi eventi organizzati in  occasione del Fuorisalone di Vinitaly. Degustazioni con sommelier professionisti, concerti, talk, workshop per i wine lovers ma anche letteratura, poesia e spettacoli si snodano fra Piazza dei Signori, Torre dei Lamberti, Cortile del Mercato Vecchio, Loggia Frà Giocondo.

È alla 51a edizione Vinitaly, come si legge nel comunicato stampa ufficiale: quest’anno si è discusso sul futuro del vino e dell’agricoltura in ottica europea, di innovazione e internazionalizzazione dei mercati, testimoniata dalla presenza del commissario europeo Hogan.

L’UE è la superpotenza enologica nel mondo, con una quota di mercato al 70%, 166 milioni di ettolitri di vino prodotti e un  fatturato export di circa 20mld di euro. Anche il valore delle esportazioni dei produttori europei è cresciuto tra il 2010 e il 2016, ben del 37%, ma l’incremento più importante lo ha avuto proprio l’Italia (+43,5%), in un settore in cui spicca l’eccellenza del Bel Paese.

«Già nel 1998 siamo andati in Cina e nel 2001 negli Stati Uniti, per promuovere il vino italiano e creare una rete di contatti. E abbiamo realizzato rapporti che nel tempo ci hanno permesso di portare un numero di buyer sempre più importante a Verona da entrambi questi mercati.  Abbiamo inventato una fiera e dei servizi che sono stati unici al mondo» ha dichiarato con orgoglio il presidente di Veronafiere.

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