Gomorra 2, violenza in prima serata

L’uscita della seconda serie di Gomorra, dall’omonimo romanzo di Saviano, riaccende il dibattito sui prodotti presentati in prima serata TV e le tematiche che questi trattano.

Famiglia Cristiana sembra mostrare un po’ di scetticismo nei confronti della linea seguita dalla Rai. L’ente propone anche in fascia protetta film e fiction dai temi sottili e delicati nella nostra società, quali ad esempio la violenza sulle donne e l’omosessualità.
Ma basta davvero solo il successo e l’indiscutibile qualità dei prodotti a giustificare tale scelta? Questo il quesito – in un certo senso provocatorio, azzarderei – che il giornale si pone e pone soprattutto ai suoi lettori, invitandoli dichiaratamente alla riflessione.

Optimagazine, dal canto suo, punta i riflettori più che altro sulla possibile reazione del pubblico Rai a scene così crude e violente. Lo stesso pubblico che – nota la giornalista – se da una parte spera non si incorra nella censura, dall’altra si è già mostrato polemico nei confronti di un bacio gay ne “Un medico in famiglia”, piuttosto che nelle scene di nudo caratteristiche de “La Porta Rossa”.

Un “palinsesto da codice rosso”, come lo definisce International Business Times.

Qui il giornalista Domenico Esposito rende i lettori partecipi della sua fervida immaginazione. Sogna una fusione tra Gomorra  2 e la sesta stagione de Il Trono di Spade, che ai suoi occhi presentano svariati punti in comune, con effetti “devastanti sull’equilibrio mentale di un divoratore di serie”.

Perplessità e scalpore, dunque, intorno ad una violenza sempre più “pubblica”, “in chiaro”, alla portata di tutti. Anche dei più piccoli.

E Gomorra ne è (in)discusso portatore.

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